
In occasione dell’edizione 2026 del Mese della Prevenzione Dentale, ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – e Mentadent accendono i riflettori sul divario tra consapevolezza e prevenzione: solo 1 adulto su 10 valuta la propria salute orale come "eccellente", 7 persone su 10 temono di perdere i denti in futuro, ma solo 4 su 10 si sentono sicure di sapere come proteggerli nel tempo.
Per aiutare gli italiani a trasformare la consapevolezza in azioni concrete nasce l'HUB del Mese della Prevenzione Dentale, uno spazio digitale con indicazioni semplici e validate dagli esperti.
Roma, 30 settembre 2026 – Perdere i denti non è una conseguenza inevitabile dell'età, eppure in Italia 1 adulto su 2 ha già perso almeno un dente naturale1, 7 persone su 10 temono che possa accadere a loro in futuro e solo 1 su 10 valuta la propria salute orale come "eccellente".
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la perdita di un dente è un fenomeno rilevante anche nei giovani: il 26% del campione, a 30 anni, ha già perso almeno un dente.
A confermarlo è una recente ricerca1 condotta da Mentadent su 2.000 cittadini tra i 18 e i 75 anni.
Un fenomeno che va oltre la salute orale: la perdita dei denti non incide solo sulla funzionalità della bocca, ma può compromettere sicurezza in sé, relazioni sociali e qualità della vita. Infatti, tra coloro che hanno perso un dente, 1 persona su 2 dichiara di provare ansia e circa 3 su 10 si sente in imbarazzo relativamente a questa condizione.
Allo stesso tempo emerge un divario culturale: molti italiani sanno che la prevenzione è importante, ma solo 4 su 10 si sentono davvero sicuri dei comportamenti da adottare per proteggere i propri denti nel tempo ed evitarne la perdita. A questo si aggiungono ostacoli di diversa natura, tra i quali la difficoltà di accesso a controlli regolari e percorsi di cura continuativi per una parte della popolazione.
Da questa consapevolezza prende il via il 46° Mese della Prevenzione Dentale, la più longeva iniziativa italiana dedicata alla prevenzione orale, promossa da ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – e Mentadent. Sebbene negli anni siano stati compiuti importanti progressi e che, come indicato dalla ricerca, 8 persone su 10 ritengano che la prevenzione valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti, molte persone non sanno realmente da dove cominciare o quali comportamenti siano davvero decisivi per proteggere i denti nel tempo e prevenirne la perdita.
La ricerca evidenzia che la perdita dei denti non è riconducibile a un'unica causa. Tra le persone che hanno già perso almeno un dente, le patologie del cavo orale - in particolare carie e malattie gengivali - rappresentano il principale fattore indicato, ma vengono citati anche altri elementi come l’età e l’invecchiamento, alcune condizioni di salute e abitudini legate ad alimentazione, fumo e igiene orale. Proprio perché i fattori di rischio sono molteplici, la prevenzione deve essere personalizzata: parte dalla conoscenza del proprio profilo di rischio e si traduce in comportamenti quotidiani corretti e controlli periodici dal dentista.
"Perdere i denti non è normale a nessuna età e non deve essere considerato una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. I denti, come qualunque altra parte del corpo, cambiano nel tempo, ma questo non significa che la loro perdita sia un destino già scritto. La prevenzione quotidiana, insieme a controlli regolari e a una corretta relazione con il dentista, può aiutarci a invecchiare in salute e a mantenere i nostri denti sani più a lungo", dichiara Fabio Scaffidi, Coordinatore ANDI Nazionale del Mese della Prevenzione Dentale.
In un contesto nel quale le informazioni sulla salute sono sempre più numerose e frammentate, il ruolo del dentista diventa ancora più centrale: non solo professionista della cura, ma punto di riferimento per aiutare le persone a distinguere le informazioni corrette e tradurle in comportamenti quotidiani. Dalla ricerca risulta infatti che gli esperti sanitari sono le fonti considerate più affidabili quando si parla di salute orale, ma anche che le persone chiedono loro un linguaggio più vicino alla vita quotidiana, meno tecnico e più facile da mettere in pratica.
"L'eccellenza clinica da sola non basta se non è accompagnata da una comunicazione efficace tra medico e paziente, finalizzata al mantenimento della salute orale. La prevenzione è espressione della nostra responsabilità sociale e deontologica come odontoiatri: attraverso il Mese della Prevenzione Dentale non promuoviamo soltanto la salute orale, ma riaffermiamo l'autorevolezza e il valore sociale della nostra professione. Il successo dell'iniziativa passa dalla nostra capacità di ascolto e di guida, con un linguaggio comprensibile e motivante, capace di tradurre le informazioni in abitudini quotidiane di prevenzione", dichiara Corrado Bondi, Presidente nazionale ANDI.
Per quest'edizione 2026 il Mese della Prevenzione Dentale vuole riportare l'attenzione su ciò che fa davvero la differenza nel preservare la salute orale nel tempo: conoscere i propri fattori di rischio, adottare corrette abitudini quotidiane e affidarsi regolarmente al dentista per individuare precocemente eventuali problemi e intervenire prima che diventino irreversibili.
Per contribuire a tradurre questi principi in azioni concrete nasce l'HUB del Mese della Prevenzione Dentale, uno spazio digitale che raccoglie indicazioni pratiche validate dagli esperti e organizzate attorno a tre principi: conoscere il proprio sorriso, adottare corrette abitudini quotidiane e prendersi cura del proprio stile di vita. L'obiettivo è offrire alle persone uno strumento semplice e autorevole per orientarsi nella prevenzione quotidiana e accompagnarle nel dialogo con il dentista.
"Da quasi 50 anni Mentadent è vicina alle persone e alle famiglie italiane nel promuovere la cultura della prevenzione. La nostra ricerca ha evidenziato un divario tra consapevolezza e azione. È proprio in questo spazio, tra ciò che si sa e ciò che si fa, che possiamo dare un supporto concreto, condividendo informazioni chiare, autorevoli e basate su evidenze scientifiche. Per questo, insieme ad ANDI, abbiamo realizzato l'HUB del Mese della Prevenzione Dentale: uno spazio digitale con contenuti validati dagli esperti per aiutare le persone a capire quali comportamenti fanno davvero la differenza e valorizzare il dialogo con il dentista. - dichiara Ugo De Giovanni, General Manager Personal Care Italia, Unilever.
Con il 46° Mese della Prevenzione Dentale, ANDI e Mentadent rinnovano un impegno condiviso: aiutare le persone a non considerare la perdita dei denti come un destino inevitabile, ma come un rischio sul quale è possibile intervenire. Perché la salute orale si costruisce ogni giorno, attraverso gesti quotidiani, controlli regolari e una relazione continua con il dentista. Così la prevenzione smette di essere un concetto astratto e diventa una scelta concreta di salute, a ogni età.
Gli italiani e la salute orale in numeri
- 1 adulto su 2 in Italia ha già perso almeno un dente naturale.
- Solo 1 adulto su 10 valuta la propria salute orale come “eccellente”.
- 7 persone su 10 temono di perdere denti in futuro.
- Solo 4 persone su 10 si sentono sicure di sapere come prevenire la perdita dei denti.
- 8 persone su 10 ritengono che la prevenzione valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti.
- 7 persone su 10 si prenderebbero più cura dei denti se la prevenzione fosse più accessibile.
- Quasi 1 persona su 4 ha evitato di sorridere nelle foto per preoccupazioni legate ai propri denti o al proprio sorriso
- Gli esperti sanitari, in particolare dentisti e igienisti, sono le fonti più fidate quando si parla di salute orale.
Nota metodologica ¹ Ricerca Mentadent Oral Health: Care, Confidence & Daily Life Impact Survey 2025. Ottobre 2025. Indagine online condotta su 2.000 adulti tra i 18 e i 75 anni. Campione rappresentativo per età, genere e area geografica.
Nota esplicativa importante
Si ricorda che i termini utilizzabili per le comunicazioni riferite alle prestazioni sanitarie devono attenersi alla Legge n°145/2018, approvata il 30 dicembre 2018, che identifica in campo sanitario come corretto il messaggio esclusivamente informativo bocciandone i contenuti promozionali e suggestivi.
Il termine "gratuito" riferito a qualsiasi prestazione sanitaria è sanzionabile dall’Ordine professionale, fermo restando che l’art. 54 del Codice deontologico medico sancisce che “Il medico può prestare gratuitamente la propria opera purché tale comportamento non costituisca concorrenza sleale o sia finalizzato a indebito accaparramento di clientela”.
Pertanto, riferendosi alle prestazioni che in occasione del Mese della Prevenzione Dentale sono rese in tale forma, è corretto utilizzare la dicitura: Visite a cura dei dentisti volontari ANDI oppure altre formule analoghe, escludendo i termini gratis, omaggio, gratuito, ecc. che sono, appunto, sanzionabili.