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La ricetta del “buoncibo”? L’agricoltura rigenerativa

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  • Cresce l’impegno globale di Knorr per la sostenibilità ambientale e il rispetto delle risorse naturali: entro l’anno si punta a coinvolgere 300.000 ettari di terreni
  • Il progetto pilota partito nelle risaie pavesi ha già portato a una riduzione del 70% dell’inquinamento da agrofarmaci nelle acque e sta mostrando un miglioramento complessivo della qualità del suolo e della biodiversità.
  • Al via la quinta edizione del progetto BuonCibo che punta sull’educazione alla rigenerazione in agricoltura
Coltivazione di riso sui campi pavesi
I campi di riso Knorr coltivati secondo i principi di agricoltura rigenerativa

Alla base dell’alimentazione umana c’è da sempre l’agricoltura che, però, negli ultimi decenni ha causato un crescente impoverimento dei terreni. Secondo le ultime stime dell’UE il 70% dei suoli in Europa è in pessime condizioni1 rendendo sempre più difficile continuare a produrre cibo sufficiente per sfamare la popolazione. Pertanto, dobbiamo rendere le nostre colture più resilienti migliorando la salute del suolo, aumentando biodiversità, migliorando l'efficienza e la qualità dell'acqua e riducendo l'impatto del nostro sistema alimentare sul clima. Si tratta delle cosiddette pratiche di agricoltura rigenerativa. Questo è ciò che Unilever si sta impegnando a fare su scala globale.

Questo è uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto BuonCibo di Knorr, nato con la grande ambizione di incoraggiare sempre più persone a scegliere un’alimentazione sana e sostenibile, nonché più consapevole dei futuri effetti sulla società e il pianeta.

Ad oggi, Unilever ha all’attivo nove progetti tra Nord America, Europa, Sud America e Asia meridionale, per un totale di 48.000 ettari, in cui soia, riso, pomodori, cipolle, aglio e prezzemolo e verdure sono prodotti seguendo i principi dell’agricoltura rigenerativa, delineati negli Unilever Regenerative Agriculture Principles.

Pratiche come le colture di copertura, la rotazione delle colture, la riduzione della lavorazione del terreno, il compostaggio e la riduzione dei fertilizzanti sintetici contribuiscono a promuovere la salute del suolo e la crescita di organismi benefici (biodiversità). L'agricoltura rigenerativa è fondamentale per il viaggio di Unilever verso il Net zero entro il 2039 e per ripristinare e rigenerare 1.5 milioni di ettari di terra, oceani e foreste entro il 2030.

Un’accelerazione dell’impegno verso l’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa e la diffusione di una cultura “rigenerativa” nelle nuove generazioni che in Italia è partita lo scorso novembre quando Knorr e uno dei suoi storici fornitori, Parboriz, hanno lanciato in Italia il progetto di agricoltura rigenerativa del riso che punta a migliorare la qualità dell’acqua, a ridurre le emissioni di gas serra e ad aumentare la biodiversità.

“Knorr promuove l'agricoltura sostenibile da oltre dieci anni e nel 2022 si è mossa per implementare i principi dell'agricoltura rigenerativa con il progetto italiano sul riso Knorr, una delle iniziative nell'ambito del più ampio impegno di Unilever” racconta Barbara Cavicchia, Nutrition Business Unit Lead di Unilever Italia. “Il progetto italiano, in particolare, si pone come obiettivo quello di sperimentare nuove pratiche e capire come applicarle alle aziende agricole.

L'iniziativa è una delle prime a implementare il workshop sull'agricoltura rigenerativa. - prosegue Cavicchia- I risultati sono stati così incoraggianti che le tecniche sono state estese e arriveranno a oltre 200 coltivatori di riso della zona entro la fine dell’anno. Questo impegno comune ci permetterà di contribuire a un'ampia diffusione dell'agricoltura rigenerativa nella catena di fornitura di Unilever”.

In Italia la “rigenerazione” parte dal riso

La centralità dell’agricoltura rigenerativa nella strategia di Knorr, è testimoniata non solo dal programma “BuonCibo di Knorr”, che punta ad educare a una maggiore attenzione alle scelte di cibi e ingedienti a ridotto impatto ambientale, ma anche dall’avvio di veri e propri “laboratori” in cui sperimentare le tecniche agricole rigenerative. Una delle prima iniziative in tal senso è partita in Italia lo scorso novembre, nelle campagne in provincia di Pavia dove, grazie alla collaborazione tra Knorr, Parboriz, le Università di Torino, Pavia, Milano e Innova-tech, azienda specializzata nella valorizzazione della filiera agricola, dove sono state implementate le pratiche agricole rigenerative.

Il programma, partito a Maggio 2022, nel 2023, ha visto coinvolte 4 aziende agricole, per un totale di 900 ettari in cui sono state implementate le tecniche agricole con l’obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni di gas serra, migliorare la qualità dell’acqua e del suolo e avere un impatto positivo sulla biodiversità. In questi primi mesi di lavoro, si sono riscontrati i primi risultati incoraggianti relativi alla riduzione di residui di prodotti fitosanitari presenti nelle acque di risaia del 78%.

“Per quanto si parli da tempo di transizione ecologica c’è ancora molto da fare e poco tempo per farlo. Un tema su cui forse l’opinione pubblica è poco sensibilizzata è quello dell’impoverimento dei terreni agricoli che oggi, oltre a ospitare più del 25% di tutta la biodiversità e a fornire oltre il 95% di cibo a 8 miliardi di persone, sono responsabili del sequestro e assorbimento del carbonio e della purificazione dell’acqua.

Secondo le ultime stime dell’Unione Europea il 70% dei suoli dell'UE è in condizioni malsane e le principali minacce sono l'erosione, la perdita di carbonio, il consumo di suolo e la contaminazione. Per questo, se si vuole dare una scossa al processo di transizione, è fondamentale ripartire dall’agricoltura rigenerativa che, oltre ad essere in grado di rigenerare il suolo e rendere la produzione di alimenti più sostenibile, riesce ad abbattere la produzione di gas serra contribuendo a raggiungere la neutralità climatica, l'inquinamento zero e un ambiente resiliente.

Un meccanismo virtuoso, che deve partire dalla sinergia tra istituzioni, aziende e produttori, che da qui ai prossimi anni, oltre a garantire cibo per una popolazione in crescita, avrà un impatto profondamente rilevante sul nostro pianeta” - commenta il prof. Fabio Iraldo della Scuola Sant'Anna di Pisa.

Non solo agricoltura ma anche l’educazione alla rigenerazione

Quello di Knorr “BuonCibo” è un progetto che, in aggiunta a promuovere le buone pratiche agricole, fa dell’educazione alle tecniche di agricoltura rigenerative e il trasferimento di queste conoscenze alle nuove generazioni un suo pilastro fondamentale.

Il progetto oltre a sensibilizzare i consumatori all’assunzione di prodotti più salutari e alla promozione di uno stile di vita più sostenibile, grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale Agrivis, nel luglio 2021, ha contribuito alla nascita de “l’Orto del futuro Knorr”: un luogo, alle porte di Milano, che offre lavoro a persone appartenenti a categorie fragili nell’ambito della produzione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli a basso impatto ambientale.

Da quest’anno, inoltre, Agrivis ha abbracciato le pratiche di agricoltura rigenerativa adottandole nell’ Orto del futuro e ha unito le forze insieme a Knorr per promuovere delle occasioni di divulgazione per fare luce sull’importanza di queste pratiche.

Sotto la guida degli esperti Knorr e in collaborazione con il personale agricolo di Agrivis, è stato organizzato un percorso laboratoriale dedicato all’Agricoltura Rigenerativa che partirà a novembre.

I laboratori sono rivolti agli studenti del triennio delle scuole secondarie di secondo grado, all’interno del PCTO (Alternanza Scuola-lavoro) o di percorsi di tirocinio curriculare. Il percorso formativo è stato ideato e strutturato per far sì che si instauri un vero e proprio “passaggio di competenze”: dagli esperti Knorr e Agrivis, agli studenti più “senior” per poi atterrare sui più piccoli con la realizzazione di una serie di kids lab che coinvolgeranno centinaia di bambini delle scuole primarie del territorio.

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