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Unilever lancia un appello per combattere il packaging waste

Unilever ha lanciato un appello all’industria dei beni di consumo per incrementare gli sforzi volti a rispondere alla sfida dei rifiuti plastici negli oceani e creare un’economia circolare della plastica.

Community Recycling Programme in Brazil

Unilever ha lanciato un appello all’industria dei beni di consumo per incrementare gli sforzi volti a rispondere alla sfida dei rifiuti plastici negli oceani e creare un’economia circolare della plastica.

Ad un anno dall’annuncio dell’impegno di Unilever di utilizzare plastica al 100% riutilizzabile, riciclabile e compostabile entro il 2025, il CEO Paul Polman è stato ben felice della notizia che altre 10 aziende [https://newplasticseconomy.org/news] hanno assunto impegni simili.

Ha esortato il mondo dell’industria ad accelerare la creazione di un’economia circolare e a combattere la dispersione della plastica nella natura, nei corsi d’acqua e negli oceani.

La ricerca condotta dalla Ellen MacArthur Foundation (EMF) ha calcolato che ogni minuto una quantità di plastica pari a quella di un autocarro finisce negli oceani e prevede che, entro il 2050, ci potrebbe essere più plastica (in termini di peso) che pesce nell’oceano. Oggi, solo il 14% degli imballaggi di plastica viene riciclato.

Polman ha dichiarato: “È una bella notizia che molte altre grandi aziende stiano rispondendo alla sfida dei rifiuti plastici negli oceani. Tuttavia Unilever, in quanto industria di beni di consumo, deve fare ancora di più e più rapidamente in quest’ambito, ponendosi alla guida di una transizione ad un modello di consumo circolare, lontano dal “take-make-dispose”.

Unilever crede fermamente che l’industria dei beni di consumo debba agire in quattro direzioni fondamentali per apportare un cambiamento sistemico e accelerare la transizione ad un’economia circolare.

  1. Le aziende devono investire nell’innovazione per modelli di business che promuovono il riuso.
  2. Un numero maggiore di aziende si deve impegnare ad utilizzare imballaggi al 100% riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025 e porsi obiettivi ambiziosi per l’utilizzo dei materiali riciclati.
  3. Deve essere costruito un “global plastics protocol” per definire le linee di azione comuni e gli standard dell’industria su quali materiali mettere sul mercato, per assicurare che gli imballaggi siano efficaci e compatibili con le infrastrutture di riciclo esistenti.
  4. Le aziende devono partecipare attivamente al dialogo con i governi per migliorare la gestione dei rifiuti, inclusa l’implementazione dei regolamenti sulla Extended Producer Responsibility.

Polman ha aggiunto: “Affrontare il problema della plastica negli oceani è una responsabilità collettiva – tutti gli stakeholders nella value chain devono lavorare insieme per trovare soluzioni efficaci. Tuttavia, non ci sono dubbi che la risposta da parte dell’industria dei beni di consumo sia tra le più importanti al fine di velocizzare il cambiamento. Il momento è cruciale.”

Unilever ha registrato ottimi progressi nella riduzione dell’impronta dei propri rifiuti. Dal 2010, i rifiuti associati allo smaltimento dei nostri prodotti sono diminuiti del 28% e l’impatto dei nostri imballaggi si è ridotto del 15%. Nel 2015 l’azienda ha inoltre smesso di inviare dai propri siti di produzione rifiuti non pericolosi alle discariche.

Oltre al suo impegno ad utilizzare plastica al 100% riutilizzabile, riciclabile o compostabile entro il 2025, Unilever ha promesso di ricavare il 25% della resina da materiali riciclati entro il 2025 e di rendere pubblica la gamma completa delle proprie plastiche prima del 2020.

Nel 2017, l’azienda ha annunciato i suoi progressi nell’identificazione di una soluzione tecnica per riciclare sacchetti multistrato attraverso la tecnologia Creasolv, per la quale è stato lanciato un impianto pilota in Indonesia che ne verificherà la praticabilità dal punto di vista commerciale. Intendiamo rendere questa tecnologia aperta a tutti e speriamo di estenderla ai nostri partner industriali, inclusi i competitors.

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