Toggle Cerca

  1. Home
  2. ...
  3. News
  4. Ecco come la tecnologia può ridurre significativamente i rifiuti plastici
Sanjeev Das
Sanjeev Das

Global Packaging Director

Sanjeev lavora in Unilever dal 2004 e ha ricoperto ruoli diversi nell’R&D Beauty & Personal Care, Home Care e Foods & Refreshment in paesi differenti. Attualmente lavora per Hellmann’s e Maille nel sito Unilever R&D di Vlaardingen, Paesi Bassi.

Il PET (POLIETILENTEREFTALATO) è molto utilizzato per produrre gli imballaggi di plastica, ma solo il 15% di esso viene riciclato. Il resto finisce negli inceneritori, in discarica o nell’ambiente. In Unilever, usiamo il PET per realizzare contenitori per condimenti, bevande e prodotti per la cura della casa e della persona. In altre aziende, il PET ha innumerevoli usi: dagli imballaggi dei prodotti alimentari alle imbottiture dei vestiti.

Il motivo principale per il quale il PET non viene riciclato è la mancanza di infrastrutture per raccogliere e smistare gli scarti plastici. Alcuni tipi di plastica PET possono essere raccolti, lavati, lavorati e trasformati in qualcos’altro. Ma ciò non vale per la plastica colorata o la plastica contaminata dagli alimenti, poiché, ad oggi, risulta molto difficile eliminare le tracce di colore o contaminante da essa.

Per questo lavoriamo con Ioniqa, una nuova azienda dei Paesi Bassi. Ioniqa ha sviluppato una tecnologia che impiega un magnetic catalyst brevettato per portare la plastica PET al livello molecolare – vale a dire, a quello originale. In questo modo è possibile rimuovere le tracce di colore e le impurità da qualsiasi tipo di rifiuto PET e, quindi, trasformarlo in plastica PET pura, pulita e trasparente, pronta per i prodotti alimentari.

Rimuovere il colore e le impurità dal PET significa inoltre che, per la prima volta, possiamo riciclare qualsiasi tipo di rifiuto PET. È possibile ottenere una bottiglia di plastica trasparente da una giacca composta da fibre PET. E il grande vantaggio è che questo processo può essere ripetuto infinite volte.

Stiamo creando un’economia circolare. Questo approccio conferisce ai rifiuti PET un valore unico: la possibilità di un riutilizzo infinito. Attraverso questo processo, infatti, il PET torna come risorsa nell’economia e si riduce drasticamente la dispersione di rifiuti plastici negli ecosistemi. Inoltre, tutto questo incentiva la raccolta della plastica: se gli scarti plastici hanno un valore, tutti avranno un interesse a raccoglierli.

In Unilever, ci siamo impegnati ad assicurare che tutti i nostri imballaggi di plastica siano riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025 e stiamo costantemente alla ricerca di tecnologie rivoluzionarie che ci possano aiutare a raggiungere questo obiettivo. Quando ci hanno presentato Ioniqa, abbiamo subito intuito il potenziale dell’azienda.

Il mio ruolo era riunire più partner possibili e creare un clima di collaborazione per lavorare sulla validazione della tecnologia. Con giganti come Unilever e Indorama, la più grande azienda produttiva di resina PET e nostro fornitore da anni, dovevo assicurarmi che fosse preservato l’approccio di Ioniqa.

Il prossimo passo è estendere l’utilizzo di questa tecnologia. Ioniqa la sta introducendo in uno stabilimento nei Paesi Bassi che ha una capacità di 10.000 tonnellate. Poi, fornirà il suo prodotto lavorato a Indorama che si occuperà di convertirlo in resina PET da usare per i nostri imballaggi.

Stimiamo che avremo PET circolare pronto per l’uso entro il terzo quarter del 2019. Ma non vogliamo continuare da soli. Crediamo che questa tecnologia abbia le potenzialità per rivoluzionare i processi di riciclo della plastica e trasformare l’intera industria su larga scala. Per questo, vogliamo condividere quello che stiamo facendo con altre aziende che, come noi, desiderano porre fine ai rifiuti plastici e mantenere il pianeta pulito.

Nella mia vita, vorrei che un giorno il volume della plastica riciclata fosse maggiore dei rifiuti plastici. Perché ciò accada, è necessario un grande cambiamento nelle infrastrutture di tutto il mondo, non solo in quelle di pochi paesi sviluppati. Credo che le nostre azioni stiano davvero seguendo la direzione giusta.

Esplora di più su questi argomenti
Torna su