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Perché voglio eliminare il gender gap a tutti i costi

Secondo il Gender Gap Report del World Economic Forum, il progresso registrato negli ultimi dieci anni in tema di parità di genere si è fermato nel 2017. Katja Freiwald, Director del Global Partnerships and Advocacy for Women's Empowerment and Livelihoods di Unilever, spiega che significato ha per lei questa notizia.

Gli ultimi dati sono molto deludenti

Katja Freiwald, Director of Global Partnerships and Advocacy for Women’s Empowerment and Livelihoods
Katja Freiwald

Director of Global Partnerships and Advocacy for Women’s Empowerment and Livelihoods

Nel nostro Chief Sustainability Office, Katja costruisce partnership a supporto di campagne dedicate a behavioural change e sviluppo sostenibile. Gestisce le partnership con ONG, agenzie dell'ONU con l'obiettivo di massimizzare gli impatti positivi.

Secondo il Gender Gap Report del World Economic Forum, per eliminare il gender gap globale al tasso corrente ci vorranno 100 anni, mentre l’anno scorso ne erano previsti 83. Inoltre, per raggiungere la parità tra uomini e donne sul lavoro saranno necessari 217 anni anziché 170. Queste cifre sono molto deludenti.

Lo è ancor di più il fatto che il divario sia aumentato in tutte e quattro le aree prese in esame dal report: istruzione, salute e aspettative di vita, opportunità economiche e potere politico. In particolare, sono le ultime due categorie a preoccupare: in entrambe si stava registrando un ottimo progresso, nonostante presentassero fino all’anno scorso il gap più consistente.

Le attività di cura e assistenza familiare non retribuite

Essendo appena rientrata al lavoro dopo il congedo di maternità, le attività di cura e assistenza familiare non retribuite sono diventate un tema a cui sono particolarmente sensibile. Se le donne fossero retribuite per queste attività con un compenso simile al salario minimo, l’output economico globale aumenterebbe di circa $10 trilioni.

All’inizio di quest’anno, abbiamo pubblicato il report Opportunities for Women (PDF | 245KB) in cui abbiamo definito il nostro approccio per affrontare le disuguaglianze di genere. Le attività di cura e assistenza familiare non retribuite rappresentano una priorità, poiché ogni giorno influenzano in maniera diretta il lavoro delle donne in Unilever e delle nostre consumatrici.

Come varia la disparità di genere

Essere madre da cinque mesi mi ha fatto render conto che è possibile imbattersi nella disparità di genere ovunque. Per esempio, in Germania, il mio paese natale, le neo-mamme hanno l’opportunità di trascorrere con i propri figli il loro primo anno di vita. Mentre in Belgio, dove mi trovo ora, bisogna rientrare a lavoro dopo 16 settimane. Ciò significa che, agli occhi di un tedesco, risulterei una “cattiva madre”.

Nel mondo, le donne si dedicano 2 o 10 volte più degli uomini a faccende domestiche come pulire, cucinare e prendersi cura dei propri figli e della propria famiglia. In tal senso, il mio partner rappresenta un’eccezione perché in casa fa sempre la sua parte.

Probabilmente, però, la pressione culturale più imponente per una donna è quella di dover essere brava a fare qualsiasi cosa. Prima le donne non lavoravano. Oggi, invece, sembra ci si aspetti dalle donne che siano madri, mogli perfette e manager di successo.

In Unilever, ho sempre lavorato con persone che sostengono l’agile working. Nel mio lavoro precedente, invece, questo modo di pensare era considerato una debolezza. Tuttavia, ancora percepisco una forte differenza tra donne e uomini sul lavoro quando si parla di maternità.

Il mio modo di pensare è cambiato dopo la maternità

Prima pensavo che questo fosse vero soprattutto nei paesi sviluppati. Ma dopo aver parlato con colleghi che ci lavorano, non sono più certa sia così. Mi sembra infatti che in alcuni stati europei, il sistema non riesca a garantire ad entrambi i genitori di tornare al lavoro dopo la nascita di un figlio. Nei paesi in via di sviluppo, invece, è spesso possibile grazie al supporto dei familiari.

Parlo spesso di questo problema con il mio partner e stiamo facendo grandi passi in avanti per riuscire entrambi a fare carriera. Tuttavia, non penso ci riusciremo senza l’aiuto degli asili nido e dei nostri genitori che vivono vicino a noi.

Tutti possono contribuire al progresso

Dobbiamo preferire, ai programmi a breve termine, interventi capaci di scardinare le norme più obsolete. Ciò significa promuovere una mentalità non stereotipata. In Unilever, ci stiamo impegnando molto in questo senso. Un esempio è la Unstereotype Alliance, una coalizione che comprende più di 20 aziende leader nel mondo, unite contro gli stereotipi e i pregiudizi di genere nella pubblicità.

Ciascuno di noi, qualsiasi posizione ricopra nella vita e sul posto di lavoro, ha la responsabilità di trattare gli altri con eguaglianza, indipendentemente da diversità di genere, credo o background. Dobbiamo essere onesti con noi stessi, essere consapevoli quando siamo di parte, e permettere a tutte le donne e gli uomini di realizzare il proprio futuro insieme.

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