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L’encomio di Paul Polman all'Accordo di Parigi

Le dichiarazioni del nostro CEO sull’Accordo di Parigi, raggiunto a COP21, per fronteggiare il Cambiamento Climatico

Paul Polman speaking at a WBCSD event at the COP21 in Paris

“Il mondo ha chiesto un’azione per il clima e la comunità internazionale ha risposto. L’Accordo di Parigi dimostra, senza alcun dubbio, che è possibile lavorare insieme per una causa comune, rispondendo alle sfide che siamo chiamati ad affrontare, evitando scenari tragici per i milioni di persone che sono più esposte agli effetti del cambiamento climatico e facilitando la prosperità economica a livello globale nel 21esimo secolo.

La leadership dimostrata dal governo francese e da quello peruviano nell’integrazione delle singole azioni delle città, delle regioni nonché del mondo del business e della società civile – lungo tutte le negoziazioni formali degli ultimi anni – ha dato vita ad un movimento senza precedenti che ha visto il settore privato a supporto di un ambizioso accordo globale.

Un segnale inequivocabile per le aziende e per gli investitori

Il risultato è un inequivocabile segnale, sia per le aziende sia per le comunità finanziarie, che guiderà un reale cambio di passo nell’economia globale:

  • I miliardi di dollari che saranno impegnati dai paesi industrializzati confluiranno nei bilioni di dollari necessari a favorire gli investimenti per la riduzione dell’utilizzo del carbonio.
  • Azioni di leadership all’interno di centinaia di realtà di business, che si stanno muovendo verso un utilizzo di energie 100% rinnovabili, diventeranno la norma e prenderanno sempre più piede.
  • L’investimento nell’innovazione accelererà in aree critiche e permetterà un cambiamento di passo repentino favorendo l’implementazione degli impegni presi a Parigi.

Le conseguenze di questo accordo vanno ben oltre le azioni dei governi. Infatti, una volta interiorizzato questo progetto senza precedenti per la de-carbonizzazione dell’economia globale, gli effetti saranno sentiti anche dalle banche nonché in borsa, all’interno dei consigli d’amministrazione e nei centri di ricerca. Questa presa di coscienza sbloccherà bilioni di dollari, forte creatività e innovazione del settore privato che prenderà parte alla sfida contribuendo ad evitare i peggiori effetti della crisi climatica.

Una leadership per un futuro più luminoso

Questo accordo traccia un percorso chiaro verso la de-carbonizzazione dell’economia globale e, se ottenuto velocemente, permetterà a tante persone di trarre vantaggio da un accelerato processo di investimento in infrastrutture, aria più pulita, maggiore sicurezza nonché da una crescente economia globale a basse emissioni di carbonio.

Oltre all’eccezionale leadership dimostrata dal Presidente Hollande, da Laurent Fabius, Ségolène Royal, Manuel Pulgar-Vidal e Laurence Tubiana, questo successo funge da testamento per la famiglia delle Nazioni Unite. Sia il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, che Christiana Figueres, Segretario Esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, hanno dimostrato una dedizione senza sosta per il raggiungimento del risultato di cui oggi siamo testimoni.

Sostenere la crescita, fermare la povertà

Questo accordo è in linea con la grande ambizione inscritta nei Sustainable Development Goals, concordati lo scorso settembre dalle Nazioni Unite, che punta a sradicare la povertà nel giro di una generazione. L’assunto è molto semplice: se non affrontiamo il cambiamento climatico ora, non saremo in grado di sostenere la crescita economica ponendo fine alla povertà.

I Governi, il mondo del business e le persone di tutto il mondo hanno compreso che i costi dell’inazione sono ben più ingenti dei costi dell’azione. Il raggiungimento di un’economia a zero emissioni è l’opportunità di business più importante del secolo.

Altresì, è nostro dovere riconoscere il forte impegno dimostrato dalla Commissione Mondiale per l’Economia e il Clima, il cui lavoro, negli ultimi due anni, ha supportato diversi leader economici nella comprensione dei vantaggi derivanti da una decisa azione sul clima e ha dimostrato quanto il bene comune sia chiaramente allineato con gli interessi nazionali. Questo lavoro, combinato alla mobilitazione del World Business Council for Sustainable Development, del World Economic Forum, del Global Compact delle Nazioni Unite e della coalizione We Mean Business, ha saputo catalizzare le forze in una maniera mai vista prima.

Un’ambizione globale; una responsabilità collettiva

Programmi quali le iniziative del WBCSD e i numerosi sforzi di centinaia di CEO hanno cambiato, per sempre, il panorama delle azioni per il clima. Diversi studi hanno dimostrato che siamo in grado, entro il 2030, di colmare l’emission gap per percentuali che vanno dal 65% al 96%. L’Accordo di Parigi ci conferma che è nostro dovere farlo. Il mondo del business può ora procedere verso piani ambiziosi, forte del fatto che i governi di tutto il mondo hanno stabilito una chiara direzione da intraprendere e, per questo, implementeranno le politiche necessarie a tale cambiamento.

Certamente, Parigi non è che l’inizio. Ora tocca a tutti noi - aziende, governi, mondo della finanza e società civile - lavorare insieme per tradurre le promesse messe nero su bianco in concrete azioni sul campo.”

Paul Polman

Parigi, Dicembre 2015

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