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Quando la diversità è un valore: il motore della crescita economica sono le donne

Le donne svolgono il 66% del lavoro a livello globale ma guadagnano solamente il 10% del reddito. Per Unilever, la parità di genere è la chiave essenziale per assicurare futuro al business

Roma, 8 marzo 2016 - In occasione della giornata internazionale della donna, Unilever dimostra che la valorizzazione delle donne e la parità di genere hanno un impatto positivo sulla crescita e sul progresso della società e dell’economia senza precedenti. In questo senso, le ricerche ci dicono chiaramente che le donne reinvestono nella famiglia circa il 90% del loro guadagno mentre gli uomini utilizzano solamente il 30-40% del loro reddito per sostenere spese destinate alla famiglia. Confrontando queste evidenze con il fatto che più del 70% dei responsabili d’acquisto dei prodotti di largo consumo è costituito esclusivamente da donne, si comprende come la crescita del business e dell’economia generale dipenda, in buona sostanza, proprio dalle donne e dall’incontro dei loro bisogni e delle loro aspirazioni. Eppure, i dati dimostrano che le donne svolgono il 66% del lavoro a livello globale ma, ancora oggi, guadagnano solamente il 10% del reddito. 

A confermarlo è anche il McKinsey Global Institute, il quale stima che, se le donne avessero le stesse opportunità degli uomini sul posto di lavoro, l’economia globale conterebbe circa 28 mila miliardi di dollari in più. Allo stesso modo, Unilever calcola che circa il 70% della popolazione che vive in condizioni di povertà è costituito da donne e che le donne sono proprietarie solo dell’1% dei beni a livello globale. Il miglioramento delle condizioni di vita, la piena inclusione all’interno dell’economia e l’avanzamento dei diritti delle donne risultano dunque la base per assicurare la crescita nel futuro. 

Per questo motivo, già da diversi anni, Unilever ha voluto formalizzare il proprio impegno in favore della valorizzazione della diversità di genere e dell’inclusione all’interno dello USLP, il suo piano di crescita sostenibile nato nel 2010, ponendosi l’obiettivo imprescindibile di valorizzare, attraverso programmi specifici, il ruolo di 5 milioni di donne in tutto il mondo entro il 2020. Inoltre, per prendere parte attiva alla battaglia per l’uguaglianza di genere, ancora intesa come una battaglia condotta dalle donne per le donne, Unilever supporta attivamente la campagna HeForShe delle Nazioni Unite, nonché il Global Goal sulla parità di genere per superare diseguaglianza e discriminazione vissute dalle donne in tutto il mondo. 

Ancora, dando uno sguardo all’Italia, oggi si nota che le aspirazioni delle donne si scontrano con la realtà caratterizzata dalla paura di un futuro senza lavoro, soprattutto per le donne Over30 e rimane diffusa la convinzione che persista una sostanziale differenza salariale tra uomini e donne a parità di livello. Pensiero parzialmente confermato dallo studio sul gender gap della Commissione Europea che, nel 2015, ha dimostrato che le donne guadagnano all’ora circa il 7,3% in meno degli uomini. 

È innegabile che il sistema paese si stia raddrizzando grazie al lavoro delle istituzioni e di tutti gli attori che collaborano con esse su questo piano, ma è altrettanto evidente che la strada che resta da fare è ancora lunga e che lo sforzo dei soggetti pubblici potrà avere velocemente gli effetti desiderati solo attraverso una collaborazione proficua e proattiva con il settore privato” dichiara Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever Italia. 

In risposta a questo scenario Unilever promuove, sia nel contesto interno che nel contesto esterno, un importante cambio di mentalità sul posto di lavoro che ha fatto diventare la Gender Diversity un vero e proprio asset strategico per la crescita. Per Unilever, il Gender Balance permette di sviluppare il potenziale di ognuno nell’ottica della collaborazione e della valorizzazione e diventa una necessità da un lato così come una grande opportunità dall'altro. Compresa questa equazione, Unilever è orgogliosa di poter dichiarare che oggi il 44% dei suoi manager è donna. Questa rappresentanza permette di interpretare al meglio le esigenze dei consumatori grazie al confronto e alla creatività che nasce da profili maschili e femminili.

"Se devo pensare al perché le cose ad oggi non stiano ancora funzionando come dovrebbero, allora penso anche al fatto che il mondo è sostanzialmente guidato dagli uomini. L’empowerment femminile è la chiave per il futuro nostro e del business. Nonostante sostanziali progressi, è facile notare come la diversità non sia ancora riconosciuta come uno dei motori più forti per la crescita e, se non iniziamo a ragionare e lavorare su modelli effettivamente inclusivi, allora saremo noi a pagarne le conseguenze. Per Unilever, le donne sono la soluzione e non le vittime passive di un problema da risolvere. È senz’altro doveroso riconoscere che, grazie al lavoro del settore pubblico e delle aziende, il divario di genere si sta progressivamente riducendo, come testimoniato dalla costante scalata di posizioni del Paese all’interno delle classifiche sulla parità di genere e dall’aumento della rappresentanza femminile all’interno dei board aziendali, ma è più che mai necessario lavorare assieme per spingere oltre questo cambiamento. Perché i vantaggi li vedremo tutti.” – conclude Trocchia.

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