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Il futuro del pianeta è rosa


Le donne credono nella sostenibilità: Unilever Italia presenta un’indagine sull’impatto socio-economico delle proprie attività e dei propri marchi in 50 anni di storia italiana e si interroga sul suo futuro in chiave sostenibile

Immagine tratta da una pubblicità della Blue Band olandese del 1910 circa

Roma, 25 Ottobre 2016 – Se la Terra non si estinguerà, sarà (prevalentemente) grazie alle donne che si confermano essere la guida verso il cambiamento di costumi e abitudini. Unilever, in occasione dei suoi 50 anni di storia tutta italiana, ha commissionato ad Ales Market Research un’indagine per fare il punto su cosa voglia dire oggi sostenibilità per gli italiani, quale significato le si attribuisce rispetto agli ambiti di appartenenza (ambiente, economia, società), sul ruolo di aziende e istituzioni nei confronti della sua attuazione e su come le persone pensano di contribuire: 

“In occasione di questa tappa importante abbiamo voluto tracciare un percorso che guardi soprattutto al futuro: siamo un’azienda che, con le sue marche e i suoi prodotti, ha permeato la società italiana innovando, creando occupazione e contribuendo all’economia italiana. Non vogliamo certo fermarci adesso in un momento così delicato e in continua trasformazione” – afferma Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever Italia.

“I nostri prodotti entrano ogni giorno nelle case del 90% delle famiglie italiane per soddisfare esigenze di consumo, ma la cosa ancor più interessante è che i consumatori ci hanno confermato che le nostre marche, da oltre 50 anni, hanno saputo interpretare, ognuna a suo modo, anche una missione sociale o ambientale”.

Mentadent, per esempio, da 36 anni offre più di un dentifricio, attraverso visite odontoiatriche gratuite e comunicazioni sull’importanza della prevenzione dentale, migliorando le condizioni di igiene orale degli italiani; Dove negli anni novanta ha iniziato per prima a proporre nelle sue pubblicità un modello di donna reale, una bellezza non stereotipata, iniziando a comunicare alle giovani donne l’importanza dell’autostima. Knorr e Lipton sono impegnate da anni in un percorso di certificazione di sostenibilità delle materie prime agricole e Algida ha riformulato tutti i suoi prodotti per offrire gelati dal profilo nutrizionale bilanciato ai propri consumatori. 

Dal 2010 abbiamo individuato nella sostenibilità la strategia per continuare a fare crescere il business anche in Italia, con l’ambizione di dimezzare l’impatto sull’ambiente di tutte le nostre attività produttive e non, incrementare gli sforzi per promuovere pratiche sostenibili nell’agricoltura a partire dalla filiera, favorire in azienda e nella società politiche di genere per valorizzare il ruolo delle donne, nonché garantire la sostenibilità economica delle nostre attività sul territorio italiano” - aggiunge Trocchia.

Donne e sostenibilità in Italia, una ricerca inedita

Dalla ricerca emerge come dato più rilevante quell’80% di donne nella fascia 35-44 anni (e dunque anche per tante mamme) che guarda alla difesa dell’ambiente come un valore assoluto per garantire un futuro al nostro pianeta, con particolare riferimento a: lotta all’inquinamento ambientale (76%), spreco delle risorse naturali (69%), deforestazione e cambiamento climatico (65%), e promozione di un’agricoltura sostenibile (60%)

E ancora: per il 72% delle donne intervistate, deve essere garantita l’uguaglianza di trattamento tra uomini e donne al lavoro, per il 68% il rispetto dei diritti dei lavoratori lungo tutta la filiera, per il 50% la promozione della diversità e della libertà dagli stereotipi. In una parola, le donne credono alla sostenibilità intesa come stabilità di un (eco) sistema.

Giovani e sostenibilità

Non è da poco, se si pensa che ancora il 30% degli italiani non sa cosa voglia dire attuare comportamenti sostenibili. Chi se ne deve occupare? Emerge un altro dato interessante dallo studio: molti tra i giovani, pensano che la grande responsabilità sia dei Governi / ONG

Lo pensa il 70%in merito al tema dell’educazione e della salute, il 66% relativamente alla lotta alla deforestazione, il 63% per l’arresto del cambiamento climatico, il 64% nei confronti del rispetto dei diritti dei lavoratori lungo tutta la filiera, il 59% per la promozione della diversità e della libertà dagli stereotipi, il 60% per la promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne, sia a casa sia al lavoro, e solo il 31% pensa che a occuparsene dovrebbero essere le aziende. 

Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever in Italia – “questi dati ci dimostrano che noi aziende abbiamo l’occasione per avere un ruolo attivo e determinato nel contribuire a richiamare l’attenzione su temi di sostenibilità ambientale e sociale, idealmente collaborando con il settore pubblico e con il mondo delle organizzazioni no profit”.

Siamo tutti protagonisti del cambiamento. Ma sostenibilità è ancora uguale a...

Vale la pena sottolineare come per il 45% degli italiani la sostenibilità si associ ancora al concetto di “green”. Guardando al concreto, la raccolta differenziata rimane l’azione sostenibile più comune per il 58% degli italiani che però si sentono chiamati in causa direttamente: per il 90% del panel, i consumatori possono fare la differenza per il futuro del pianeta e per il 92% degli intervistati il proprio comportamento può incidere nel limitare l’inquinamento ambientale

Ci sono insomma speranze per il futuro, a condizione che si instauri un patto di fiducia tra consumatori e aziende che possono contribuire attraverso i loro prodotti e la comunicazioni a educare e orientare verso scelte sostenibili.

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