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Finanziamenti agli agricoltori sostenibili, Unilever Italia in prima linea

Nell’anno di EXPO, la multinazionale anglo – olandese finanzia progetti di agricoltura sostenibile investendo un milione di euro l’anno. L’Italia protagonista.

Farmer slices a tomato on a farm

Piacenza, 18 giugno 2015 – Unilever ha istituito il Knorr Partnership Fund che mette a disposizione 1 milione di Euro agli agricoltori che si ispirano alle linee guida dello Unilever’s Sustainable Agricolture Code, uno strumento messo a punto dalla multinazionale per suggerire pratiche agricole sostenibili che comprendono, tra le altre, la gestione dell'acqua, la protezione e il sostentamento delle piantagioni, la protezione del suolo e la biodiversità. “Nell’anno di Expo “– afferma Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever Italia – “attraverso diverse iniziative che vanno da una serie di tavole rotonde sul tema della sostenibilità durante i mesi dell’Esposizione Universale, a esempi di pratiche agricole virtuose rese possibili grazie a operazioni di microcredito messe a disposizione degli agricoltori, ci impegniamo a dare concretezza all’impegno che abbiamo preso cinque anni fa quando abbiamo lanciato lo Unilever Sustainable Living Plan, messo a punto per sostenere un modello di business più trasparente e sostenibile”. 

Da decenni, infatti, Unilever è impegnata a promuovere l’agricoltura sostenibile in tutto il mondo valorizzando anche le eccellenze agricole Made in Italy come il Consorzio Interregionale Ortofrutticoli (CIO) – presieduto da Marco Crotti, è un’associazione di oltre 700 agricoltori che ogni anno coltivano nel nord Italia circa 12.000 ettari di pomodoro –, che ha avuto accesso ad un finanziamento a fondo perduto di Unilever per promuovere sistemi di agricoltura di precisione presso i propri soci. Il finanziamento ha reso possibile l’acquisto di macchinari di alta precisione che mutuano dispositivi in uso alle forze armate per poter impiegare in modo mirato concimi e acqua. L’uso di sonde, satelliti, droni, speciali sensori applicati alle macchine operatrici e tecnologie GPS consentono di individuare i diversi gradi di fertilità presenti nel terreno e indicano le quantità precise di acqua e nutrienti da distribuire nelle diverse zone. 

Attraverso l’impiego di queste tecnologie riusciamo a utilizzare in modo oculato i concimi e l’acqua, arrivando a risparmiarne fino al 25% per ogni chilogrammo di pomodoro” – spiega Alessandro Piva, Direttore agronomico di CIO – “Questo significa poter gestire le risorse in ottica sostenibile, una necessità che in futuro sarà sempre più imprescindibile. Grazie alla collaborazione con Unilever che ha supportato concretamente il progetto, oggi è possibile toccare con mano i progressi possibili anche in agricolture evolute come quella della pianura padana”. 

Il CIO è parte delle 45 realtà in tutto il mondo elette da Unilever attraverso il Knorr Landmark Farm che certifica le eccellenze mondiali tra le aziende agricole in grado di rispettare i requisiti di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che diventano fornitori di materie prime. Tra queste si trova il pomodoro, parte delle 13 principali verdure ed erbe impiegate per la preparazione dei prodotti a marchio Knorr (il 90% delle quali proviene da agricoltura sostenibile, l’obiettivo è raggiungere il 100% di approvvigionamento sostenibile agricolo entro il 2020).

La sostenibilità ambientale è ormai un imperativo di business - come ricordano anche il CEO di Unilever Paul Polman insieme al Presidente del consiglio direttivo della European Climate Foundation e vice presidente di Deutsche Bank Caio Koch Weser, secondo i quali la protezione del clima e la crescita economica possono e devono rafforzarsi a vicenda – ma, soprattutto, è diventata una priorità per i consumatori di tutto il mondo, compresi quelli dei mercati emergenti: “Come Unilever, siamo impegnati a ridurre l’impatto sociale ed ambientale sull’intero ciclo di vita di ogni nostro prodotto, questo perché è il consumatore a chiederlo” – prosegue Angelo Trocchia – “Da una recente indagine che abbiamo condotto, è emerso come l’85% dei consumatori reputi importante che le organizzazioni internazionali diffondano pratiche agricole sostenibili, il 76% comprerebbe più volentieri prodotti fatti con ingredienti da agricoltura sostenibile (che per il 74% sono di migliore qualità), l’88% crede sia importante gestire al meglio le risorse agricole per le generazioni future e l’84% crede sia importante conoscere la provenienza degli ingredienti. Insomma, abbiamo davanti una sfida importante per rispondere a un consumatore evoluto e consapevole”.

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