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UNICEF: migliorare l’accesso ai servizi igienici

Nell’ambito del proprio impegno favore di un vivere sostenibile, la Fondazione Unilever ha intrapreso una collaborazione con l’UNICEF, sostenendone i programmi CATS (Community Approaches to Total Sanitation) per aiutare centinaia di migliaia di persone bisognose ad accedere a servizi igienici adeguati.

La crisi dei servizi igienici

Anche se l’accesso ai servizi igienici è un diritto umano fondamentale, si stima che questo privilegio oggi manchi per circa 2,5 miliardi di persone, con 1,1 miliardi di queste che defecano all’aperto.1 Non potendo utilizzare i servizi igienici, queste persone si espongono al rischio costante di contrarre malattie prevenibili come diarrea e colera, ma anche dissenteria, polmonite, parassiti intestinali e malnutrizione.2 A livello mondiale, la sola diarrea è la seconda causa principale di morte per i bambini al di sotto dei cinque anni.3

Nonostante il numero di persone che defeca all’aperto stia diminuendo, è difficile che si riesca a raggiungere l’obiettivo di sviluppo del millennio relativo ai servizi igienici entro il 2015.

Cambiare i comportamenti. Migliorare la vita.

Per rispondere alla crisi dei servizi igienici, la Fondazione Unilever e l’UNICEF si sono alleate per incrementare l’accesso ai servizi igienici di base, contribuendo così a migliorare il livello generale di salute e benessere delle persone coinvolte. Anche Domestos, marchio della famiglia Unilever leader nell’igiene del bagno, ha contribuito all’iniziativa utilizzando la propria presenza internazionale per portare all’attenzione dei consumatori la crisi in questione mediante una campagna pubblicitaria mirata.

La Fondazione Unilever e Domestos sostengono il programma CATS dell’UNICEF, che ha come obiettivo la promozione della richiesta di servizi igienici da parte delle comunità. In questo modo l’UNICEF potrà ampliare la portata del progetto CATS attraverso tre percorsi fondamentali:

  • Attivazione: creare una domanda di servizi igienici stimolando la consapevolezza della comunità rispetto al problema della defecazione all’aperto.
  • Cambiamento dei comportamenti: smettere di defecare all’aperto come gesto di responsabilità verso se stessi e la comunità.
  • Promozione dell’uso di servizi igienici: promuovere un comportamento convenzionale mediante i mass media e la comunicazione nelle scuole e nelle strutture sanitarie.

Il sostegno da parte della Fondazione Unilever e Domestos contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo del CATS: debellare totalmente la defecazione all’aperto e creare comunità in cui le famiglie dispongano di propri servizi igienici e di mezzi per lavarsi le mani. Secondo le stime, durante il primo anno di collaborazione il nostro sostegno al CATS dovrebbe portare circa 600.000 persone di nove paesi (Filippine, Gambia, Ghana, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Sudan, Sudan del Sud e Vietnam) a vivere in comunità dove non si pratica la defecazione all’aperto.

“L’UNICEF è davvero entusiasta perché insieme stiamo favorendo l’accesso a servizi igienici adeguati per alcune delle comunità più svantaggiate del mondo. In fondo, investire in servizi igienici significa investire nella dignità umana. Si tratta di una collaborazione promettente, con un enorme potenziale di raggiungimento dei risultati, perché ognuno apporta in maniera complementare la propria competenza, conoscenza ed esperienza.” - Geeta Rao Gupta, Vice amministratore esecutivo, UNICEF.

Relazione sui progressi

In meno di un anno, l’UNICEF ha fatto passi da gigante per aiutare a migliorare salute e benessere delle persone coinvolte nel progetto CATS con il sostegno della Fondazione Unilever e Domestos. Ecco alcune attività e i relativi progressi finora realizzati.

  • In collaborazione con i governi nazionali, è stato offerto sostegno per la formazione a istituzioni e comunità nell’ambito di programmi per la diffusione dei servizi igienici. In Vietnam, ad esempio, sono stati formati 600 operatori provenienti dalle comunità e dalle istituzioni locali su come implementare programmi per l’accesso ai servizi igienici organizzati a livello scolastico e comunitario. In Sudan, oltre 200 membri dei comitati di villaggio sono stati istruiti sul funzionamento e sulla manutenzione di servizi igienici e impianti idrici.
  • Nei nove paesi, oltre mille villaggi sono stati interessati dalla cosiddetta “attivazione”, una tecnica concepita per aiutare le persone a comprendere il collegamento tra la defecazione all’aperto e le malattie e stimolare le comunità ad agire. Il risultato è che oggi 78 comunità del Ghana sono state dichiarate affrancate dalla defecazione all’aperto e in Gambia 100 villaggi hanno raggiunto lo stesso risultato. Il Sudan del Sud ha festeggiato nel 2012 il primo villaggio affrancato dalla defecazione all’aperto e sta facendo buoni progressi nella diffusione del programma.
  • Le misure sanitarie, l’acqua sicura e i servizi igienici stanno raggiungendo gli allievi di Ghana, Nicaragua e Sudan.
  • In Gambia, Filippine, Pakistan, Sudan, Sudan del Sud e Vietnam sono in corso iniziative per creare capacità locali e fornire servizi e prodotti igienici. In Gambia, ad esempio, a 150 muratori locali è stato insegnato come costruire le latrine, mentre in Pakistan sono state istituite delle esposizioni commerciali dedicate ai servizi igienici, in cui sono esposte quasi 8.000 latrine dimostrative.
  • In molti paesi si ricorre ad approcci innovativi: in Nigeria, per esempio, il progetto CATS è collegato a un programma alimentare e utilizza i centri a gestione comunitaria per il trattamento della malnutrizione acuta come punto di ingresso nella comunità. In Pakistan e nelle Filippine i programmi vengono invece implementati nelle aree più soggette alle inondazioni per raggiungere chi ne ha maggiormente bisogno.

Per sostenere il progetto CATS, la Fondazione Unilever sostiene anche altre iniziative, denominate WASH (Water, Sanitation and Hygiene: acqua, servizi igienici e igiene) in Sud Africa, Turchia e Birmania. In collaborazione con i governi locali, l’UNICEF insegnerà la corretta igiene e le giuste misure sanitarie, garantendo la disponibilità e l’uso corretto degli impianti WASH.

Insieme all’UNICEF, stiamo creando un futuro più sostenibile per le generazioni a venire.


1WHO/UNICEF Joint Monitoring Programme: Progress on Drinking Water & Sanitation. 2012 update.

2Sanitation Drive to 2015: Planner’s Guide – Fact Sheet 4, 2012.

3UNICEF/WHO: Diarrhoea: Why Children are Still Dying and What Can be Done.

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