Presentazione del CEO

Abbiamo un visione ambiziosa: raddoppiare la dimensione della nostra società riducendo allo stesso tempo il suo impatto complessivo sull'ambiente.

Un anno di cambiamento

Il 2009 è stato un buon anno per Unilever. Nonostante le difficili condizioni economiche abbiamo registrato una forte crescita e abbiamo posto basi solide per le azioni future a lungo termine. Nel frattempo continua il nostro impegno ad offrire a miliardi di consumatori in tutto il mondo prodotti e innovazioni che li aiutano a sentirsi bene, avere un bell'aspetto e vivere a meglio.

Una nuova visione

Nel 2009 Unilever ha lanciato la sua nuova visione: raddoppiare la dimensione del business riducendo allo stesso tempo il suo impatto complessivo sull'ambiente. Questo obiettivo rappresenta per Unilever una grossa sfida. Stiamo parlando di una riduzione in termini assoluti, che coinvolge il nostro impatto nell'intera catena di valore: dall'approvvigionamento di materie prime all'utilizzo del consumatore, allo smaltimento dei nostri prodotti. In sintesi, miriamo a distinguere la crescita dall'impatto ambientale.

Il punto di partenza

Da dove iniziamo ad affrontare questa sfida?

Prima di tutto dobbiamo fare in modo che l'azienda abbia le carte in regola, e ci stiamo riuscendo. Negli ultimi 15 anni abbiamo migliorato notevolmente l'efficienza in termini ecologici della nostra rete di fabbriche. La CO2 dalla produzione energetica è scesa del 40%, il consumo idrico del 65% e i rifiuti totali del 73% per tonnellata di produzione. Ma riconosciamo che c'è ancora molto da fare e abbiamo il nostro programma per conseguire l'obiettivo.

Operare lungo la catena di valore

Il maggiore impatto di Unilever non deriva dalle sue attività operative. I nostri 264 stabilimenti produttivi producono solo una piccola parte delle nostre emissioni. I nostri effetti più importanti sul mondo derivano, da un lato della catena di valore, dall'approvvigionamento di materie prime e, dall'altro, dall'utilizzo che i consumatori fanno dei nostri prodotti.

Sono problemi che non possiamo affrontare da soli. Insieme a NGO, clienti e altre organizzazioni partner abbiamo definito programmi e impegni per risolverli in ogni stadio della catena di valore.

Essendo una azienda di prodotti alimentari, metà delle nostre materie prime proviene da agricoltura e silvicoltura. Il nostro obiettivo è di acquistare tutte le coltivazioni necessarie da fonti sostenibili. In molti campi lo stiamo già facendo: per quanto riguarda l'olio di palma, il 15% del nostro volume complessivo è certificato GreenPalm. Come membri fondatori della Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO) stiamo promuovendo il passaggio all'olio di palma sostenibile in tutto il settore. Ci siamo posti l'obiettivo di approvvigionarci per il 100% da fonti sostenibili entro il 2015.

Vale lo stesso per il tè: attualmente circa il 15% dei nostri volumi complessivi di tè proviene da fonti sostenibili certificate. Impegni di questo tipo non solo aiutano l'ambiente ma hanno anche un impatto positivo sulla vita di milioni di persone. Solo in Kenya 38.000 piccoli coltivatori di tè hanno ottenuto la certificazione Rainforest Alliance. Anche in questo campo il nostro obiettivo è utilizzare esclusivamente tè sostenibile per le nostre bustine di tè Lipton entro il 2015.

Le cose sono diverse per il gelato. La sfida qui consiste nel passare a refrigeratori HC climate-friendly (a basso impatto ambientale) negli armadi frigo dei nostri punti di vendita in tutto il mondo.

Alla fine, tuttavia, non potremo raggiungere i nostri target in campo ambientale se non convinciamo i consumatori a cambiare il loro comportamento. Essi sono responsabili di circa il 70% dell'impatto ambientale di molti dei nostri prodotti. Un fattore cruciale sono i detergenti per bucato: la temperatura e il ciclo di lavaggio hanno un impatto enorme sul consumo idrico ed energetico. Il Cleaner Planet Plan, lanciato dai nostri brand Omo, Persil e Surf, è un programma di cambiamento dei comportamenti dei consumatori che li educa su come fare il bucato con un uso efficiente delle risorse.

Affrontare questioni sociali e ambientali

Stiamo facendo progressi anche in campo sociale. Il programma di Lifebuoy di educare i bambini e le loro famiglie all'importanza del lavarsi le mani ha raggiunto più di 133 milioni di persone dal 2002. Ben and Jerry’s ha annunciato che punta alla certificazione Fairtrade. In India la rete di distribuzione di Shakti attualmente impiega 45.000 donne, che non solo rendono i nostri prodotti accessibili a parte degli 800 milioni di abitanti dei villaggi indiani, ma garantiscono sostentamento, dignità e rispetto a molte famiglie.

Valore condiviso

Questo nostro modo di lavorare, che è stato denominato "creazione di valore condiviso", ha rappresentato il cuore dell'approccio Unilever fin dagli inizi. Oggi noi lo applichiamo alle sfide dell'inizio del XXI secolo: cambiamento climatico, scarsità di risorsa idrica, povertà e malnutrizione, per nominarne alcune.

Ovviamente abbiamo avuto la nostra parte di ostacoli da superare: problemi con la manodopera a contratto in Pakistan, accuse mosse contro alcuni dei nostri fornitori di olio di palma ecc. Abbiamo cercato di rispondere alle critiche in modo tempestivo e trasparente.

Il presente documento tratta le suddette questioni. Ci auguriamo che fornisca un resoconto equilibrato del nostro modo di approcciarci ai problemi affrontati dalle nostre aziende in tutto il mondo, in poche parole di come crescere in modo veramente sostenibile.

Paul Polman

Chief Executive Officer